VERO promotes a design practice grounded in authenticity, collaboration, and the intelligence of making, where local knowledge engages with global contexts through a conscious and continuously evolving approach.
©2026, Vero International s.r.l.
Una chiacchierata con Simple Flair
Fotografie di Luca Caizzi
07 April 2023
Simona e Riccardo, siete i direttori creativi di Vero, come ci si sente?
Giovedì 7 aprile 2022 abbiamo presentato in riviera il progetto che ha riempito le nostre giornate lavorative e soprattutto i nostri pensieri nell’ultimo anno.
Con Vero inizia una nuova fase, abbiamo partorito questo brand partendo da zero, definendo nome, visione, principi, selezionando tutte le risorse coinvolte nella sua realizzazione. Ora presentiamo un primo drop di prodotti con il coinvolgimento di designer da ogni parte del mondo e di alcuni dei professionisti che più stimiamo, in ogni campo della creatività. È incredibile.
Quali sono le vostre idee alla base di Vero?
Abbiamo pensato a Vero come a un incubatore di talenti, un luogo per stabilire un dialogo tra tutti gli stakeholder, dai produttori ai designer, dai comunicatori ai consumatori. Da qui la scelta di designer internazionali ed eccellenze italiane che possano dare vita a oggetti significativi, così come l’utilizzo della comunicazione non solo come elemento identificativo, ma come parte integrante del brand.
Quello di Vero è un progetto ambizioso: vuole rimettere al centro sperimentazione e ricerca, con spirito pionieristico; con questa direzione creativa vogliamo sviluppare un brand che non abbia come unico output la collezione di arredi ma una realtà capace di costruire un senso di appartenenza per la sua community. L’obiettivo è quello di saper coniugare qualità del prodotto, offerta di servizi e la capacità di raccontare una storia e intercettare i bisogni della società odierna.
Immaginiamo che il mondo del design possa essere un riferimento per una società più informale, concreta e sincera. Vorremmo che Vero contribuisse a questo percorso fondendo idee contemporanee con i sistemi aziendali più complessi per tracciare una nuova strada per il design italiano e internazionale.
Come avete eseguito la scelta dei creativi coinvolti?
Contribuire a un cambiamento che si sente necessario è possibile quando si hanno le persone giuste dalla propria parte. Tutti i talenti coinvolti sono stati scelti con l’idea di costruire il nostro “dream team” per Vero: la produzione, i designer, i grafici, i fotografi, i consulenti, i fornitori, il team di simple flair, nessuno escluso. Siamo convinti che le aziende siano fatte dalle persone che ci sono dentro e dai valori che condividono.
Abbiamo lavorato mesi sulla selezione dei designer, con una prima shortlist di circa duecento nomi.
Per la scelta finale, abbiamo selezionato designer con diversi background, forti personalità e segni progettuali distintivi. Abbiamo chiesto loro di esprimersi attraverso Vero, di fare quello che ancora non avevano avuto modo di sperimentare con altri brand. Abbiamo chiesto loro di raccontare le loro storie attraverso un progetto.
Cosa significa creare un nuovo brand oggi?
Per creare un progetto di brand oggi non basta lavorare su estetica, qualità e valori: è necessario dare voce a un insieme di persone e trovare il modo di riunirle in luoghi nuovi e con modalità nuove. Qualità del prodotto, espressione artistica e funzionalità sono le fondamenta essenziali e irrinunciabili. Quello che va progettato è un nuovo modo di percepire gli oggetti e la loro funzione, sentendosi parte di qualcosa di un valore maggiore. Perciò Vero trova casa in un quartiere in fermento e lo animeremo con tante attività durante tutto l’anno.
Quanto è importante il fattore comunicazione in questo progetto?
Vero è già sbarcato su Instagram anticipando, in parte, il suo DNA progettuale, fatto anche di comunicazione. Questo progetto nasce proprio da questa premessa per due ragioni:
1. la comunicazione per l’industria del design, lo sviluppo di strategie e la creatività digitale è da dieci anni il nostro lavoro.
2. crediamo sia proprio uno dei gap che c’è da colmare in un settore come quello dell’arredamento che ha molta strada da fare per recuperare il passo con altri settori quando si parla di comunicazione, soprattutto digitale.
La svolta è non concepire un confine tra comunicazione, prodotto e identità aziendale. Vero vuole essere un esempio della nostra filosofia di lavoro per cui un brand è esso stesso un media e non deve rispondere solo ai bisogni di un’industria ma ai valori della società contemporanea.
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